Come raccogliere un round pre-seed per la tua startup
Guida pratica al round pre-seed: quanto raccogliere, cosa si aspettano gli investitori, SAFE o equity, valutazione e come gestire il round come un processo serrato.
Fondatore e CEO, Foundersbase
· 5 min di lettura
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Il round pre-seed è il primo denaro vero che la maggior parte delle startup raccoglie: il capitale che ti porta da un’idea validata e un prototipo a prove sufficienti per attrarre un round seed in piena regola. È anche il punto in cui chi è alla prima impresa commette gli errori più costosi, perché le regole non sono scritte, i termini sono poco familiari e la tentazione di prendere qualsiasi soldo a qualsiasi condizione è forte.
La buona notizia è che il pre-seed perdona più dei round successivi su un punto preciso: gli investitori sanno che di azienda da analizzare quasi non ce n’è ancora, quindi scommettono su di te e sull’opportunità, non su un foglio di calcolo. La cattiva notizia è che questo rende il round nebuloso, ed è proprio nella nebbia che i founder regalano troppo in cambio di troppo poco.
Questa è la versione da founder a founder di come funziona davvero un pre-seed: quanto raccogliere, cosa si aspettano gli investitori, gli strumenti e i termini che contano e come gestire il tutto come un processo serrato, invece che come una corsa affidata alla speranza.
Quanto raccogliere, e perché la cifra è un traguardo
La cifra giusta da raccogliere non è una somma tonda che suona bene. È quella che compra abbastanza runway per raggiungere il traguardo che sblocca il round successivo, più un margine per le cose che vanno più per le lunghe del previsto. In pratica, di solito, vuol dire 12-18 mesi di runway.
Ragiona a ritroso. Stabilisci quale prova ti chiederà un investitore seed: un certo livello di ricavi, un tasso di crescita, un’assunzione chiave, un prodotto già online e davvero usato. Stima con onestà quanto costa arrivarci e quanto tempo serve. Quel totale, con un margine, è la tua raccolta.
Cosa si aspettano davvero gli investitori pre-seed
In fase pre-seed non c’è quasi nulla su cui fare due diligence, quindi gli investitori ripiegano su un elenco breve, più o meno in quest’ordine: il team, le dimensioni dell’opportunità e qualsiasi prova iniziale di domanda. Nota cosa non c’è in quell’elenco: i ricavi, i conti dettagliati, un prodotto finito. Quelli arrivano dopo.
| Cosa pesano | Cosa lo dimostra in fase pre-seed |
|---|---|
| Team | Founder-market fit, velocità, competenze complementari |
| Opportunità | Un problema reale e costoso, in un mercato abbastanza grande da contare |
| Primo segnale | Un prototipo, una lista d’attesa, qualche pilota: una qualsiasi prova di domanda |
La prova di domanda iniziale è la cosa più sotto il tuo controllo, e quella che con più affidabilità trasforma un forse in un sì. Se quella prova non l’hai ancora costruita, è il lavoro da fare prima di raccogliere, non durante, e la nostra guida su come validare la tua idea di startup in 30 giorni è pensata per generare proprio il tipo di segnale che un investitore pre-seed vuole vedere.
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SAFE, equity e i termini che contano
Oggi la maggior parte dei round pre-seed si raccoglie con un SAFE, un accordo semplice che si converte in equity al tuo prossimo round a valutazione fissa. È diffuso per buoni motivi: costa poco, è veloce e ti evita di litigare su una valutazione formale prima di avere la traction per giustificarla. Lo standard di oggi è un SAFE post-money con un cap di valutazione.
Sono pochi i termini che decidono se l’accordo è buono o pessimo:
- Il cap di valutazione è la valutazione massima alla quale il SAFE si converte. È il numero più importante in assoluto per la diluizione che ti aspetta. Un cap troppo basso può costarti molta più equity di quanto valga il denaro che entra.
- Lo sconto è la percentuale di abbuono che gli investitori iniziali ottengono al momento della conversione, come premio per il rischio corso in anticipo.
- Round a valutazione fissa o SAFE: quando l’importo è grande o un lead vuole un posto in CdA e una quota definita, un round equity a valutazione fissa vale il costo e il tempo in più. Per un primo round piccolo e trainato dagli angel, il SAFE è quasi sempre lo strumento giusto.
In fase pre-seed non stai vendendo una fetta di un’azienda che esiste. Stai vendendo un tetto su quella che, forse, esisterà domani.
L’istinto di rincorrere la valutazione più alta possibile è una trappola. Un cap troppo alto crea il rischio di un down round al seed; un accordo pulito con un investitore che aiuta sul serio batte un numero più grande con termini che poi ti perseguitano. Leggi i termini che muovono davvero le quote e ignora quelli che non lo fanno.
Gestisci il round come un processo serrato
La differenza più grande tra i founder che raccolgono senza intoppi e quelli che faticano per un anno non è l’idea: è il processo. Tratta la raccolta come un imbuto di vendita con una scadenza.
Costruisci i rapporti con mesi di anticipo
Scegli 15-25 tra angel e fondi pre-seed adatti alla tua fase e al tuo settore, fatti notare senza chiedere nulla e manda brevi aggiornamenti mensili, così ti vedono raggiungere i traguardi. Quando arriva il momento di raccogliere, le persone che contano conoscono già la tua traiettoria. La nostra guida su come attrarre gli investitori spiega per filo e per segno come costruire questa credibilità in anticipo.
Prepara i due materiali
Un deck che si spiega da solo e una sintesi di una pagina. Il deck deve funzionare anche senza di te nella stanza: la struttura di pitch deck che raccoglie fondi è il modello da seguire. Tutto il materiale di dettaglio finisce in appendice.
Porta avanti gli incontri in parallelo
Apri il round in modo formale e parla con gli investitori tutti nello stesso periodo, non uno dopo l’altro. Le conversazioni in parallelo creano lo slancio e quella garbata concorrenza che trasformano i forse in impegni concreti.
Chiudi il lead, poi riempi il round
Conquista il primo impegno credibile, poi usalo come riprova sociale per riempire in fretta il resto. I soldi attirano soldi; un round con lo slancio si chiude da solo.
Se costruire da zero quel canale caldo verso gli investitori ti sembra un’impresa, un acceleratore può fabbricartelo: un buon demo day ti mette davanti decine di investitori pre-seed tutti insieme, ed è uno dei motivi più forti per valutare di scegliere un acceleratore per startup ed entrarci prima di raccogliere.
La tua tabella di marcia pre-seed
- Mesi 1-3 (prima): genera prove di domanda concrete, costruisci una lista di 15-25 investitori adatti e mandagli aggiornamenti mensili senza chiedere nulla.
- La raccolta (poche settimane): apri in modo formale, porta avanti gli incontri in parallelo e dai la precedenza agli investitori che conoscono già la tua storia.
- Chiusura: conquista un lead, riempi il round sull’onda dello slancio, firma SAFE puliti con un cap ragionevole e torna a costruire prima ancora che i soldi arrivino sul conto.
Un round pre-seed non serve a convincere degli sconosciuti che la tua idea è geniale. Serve a dimostrare, a chi ti ha già visto eseguire, che puntare su di te adesso è la mossa più ovvia. Fai per tempo il lavoro di relazione, raccogli per un traguardo, tieni i termini puliti, e il round diventa la parte facile. Quando sei pronto a trovare chi firma quei primi assegni, la nostra rete aiuta i founder a raggiungere gli angel e gli investitori early-stage a caccia di startup.
Domande frequenti
Kai è il fondatore di Foundersbase, il network dove i founder trovano co-founder, i primi compagni di squadra e i primi sostenitori. Scrive di co-founder matching, costruzione del team nelle fasi iniziali e della meccanica poco glamour del lancio di una startup.
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